sabato 16 aprile 2011

1 - ITALIAN CHAPEL - 5th EXTENSION CAMP FORT VICTORIA


STORIA

A distanza di 65 anni: immagini inedite e notizie storiche sulla CHIESETTA VOTIVA costruita dai PRIGIONIERI di guerra italiani nella RHODESIA DEL SUD !



5th Extension Camp - 1946 - Riproduzione riservata


Link to the article: Italian Chapel of St.Francis - Masvingo (English version)

              



Visualizza:L'elenco dei prigionieri italiani defunti di Fort Victoria, raccolti nella Chiesetta di San Francesco  (Masvingo)
(Acconi Agostino, Aceti Giuseppe, Albiero Marco, Aldrighetti Nello, Allia Michele, Angelo Giandomenico, Barazzutti Giovanni, Barili Attilio, Barzaghi Carlo, Bassu Antonio Gavino, Baudino Giovanni, Bazzani Giuseppe, Benedetti Enea, Boriello Fausto, Boschini Luigi, Brandoli Ferruccio, Bressi Luigi, Costa Giovanni, D'Agrosa Ciro, Donsanto Renato, Foresta Alberto, Fornasier Ermano, Foschini Remo, Foschini Gaetano, Francia Martino, Gallo Michele, Garbini Ida, Giacomini Giovanni, Giorgi Dante, Gobbato Ampelio, Govi Alfo, Govoni Paolo, Lanzillotti Cosimo, Maiorana Domenico, Mancini Antonio, Manstutti Mara, Merengi Carlo, Montillacci Augusto, Mucci Giovanni, Muccio Francesco, Ocasti Otello, Panichelli Giuseppe, Paoletti Dino, Parisi Carlo, Pasqualetti Remo, Pastore Michele, Picilocchi Riccardo, Portinaro Agostino, Pozzi Battista, Pulvirenti Placido, Puviani Valentino, Randati Alessandro, Ricco Fernante, Rossi Placido, Salvatori Roberto, Sarduini Michele, Sartore Battista, Schianni Enzo, Scognamiglio Ciro, Scunaci Antonio, Spadaro Salvatore, Tollini Antonio, Toneati Guido, Torresin Osiride, Tubinoli Maria, Vacca Almerigo, Varano Pietro, Vecchiet Onorio, Vitale Roberto, Vitale Remigia, Zanetti Alvise)

Visualizza: Un estratto della lista d'imbarco dei prigionieri rimpatriati - Dic. 1946 - Piroscafo "Bloemfontein"

Alcune fonti informative sui prigionieri di guerra:
Archivi segreti vaticani - Inventario (1936-1947) - scaricabile senza anteprima
Archivi segreti vaticani - Documenti (1936-1947)
Archivio storico diplomatico Ministero Esteri - Inventario (1946-1950) 

Link con la rubrica del Corriere:   Risponde Sergio Romano

Link con l'articolo:  Prigionieri di guerra e internati italiani nell'Africa australe (un intervento di Emilio Coccia)

Link con l'intervento:   Gemellaggio Rhodesia - Sud Africa. Il mio saluto al Raduno Zonderwater 2013 - Reggio Emilia 

17 commenti:

  1. ottimo lavoro Marzio, complimenti!

    Federico

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  2. Buongiorno Sig Muraro, la ringrazio ancora moltissimo per le informazioni che mi ha girato. Ne farò tesoro.
    Laura Orsolini

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  3. l'ho visitata nel 1995......bella e suggestiva....

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  4. Mio nonno paterno, VIRGINIO FRANZONI, era anche lui prigioniero a Fort Victoria e anche lui e' riuscito a fugire.

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    1. Caro Franzoni,
      nella "Collectanea Archivi Vaticani 52", una sezione degli archivi segreti vaticani aperta al pubblico e che riguarda il periodo di guerra 1939-1947,a pag.343 ho trovato il nome di tuo nonno relativamente alla pratica
      di richiesta di rimpatrio (00472833).
      Se incontri difficoltà a scaricarla, contattami via e-mail. Grazie del commento.

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  5. ciao Marzio mio nonno Carlini Vincenzo era prigioniero a fort victoria , aveva contribuito alla realizzazione della chiesa mi sembra costruendo il tabernacolo mi farebbe piacere sapere se risulta negli elenchi dei rimpatriati in che data e anno Grazie molte in anticipo

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    1. Ho scorso gli elenchi degli Archivi segreti vaticani ma il nominativo non compare. Forse il Presidente della Fondazione Zonderwater, Emilio Coccia, possiede gli elenchi d'imbarco di tutti i viaggi di rimpatrio che proseguirono fino ai primi mesi del 1947.

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  6. Foschini Gaetano10 novembre 2015 03:48

    Complimenti Marzio per la narrazione della costruzione della cappella di S.Francesco (di cui non conoscevo l'origine),il mio nonno paterno,Foschini Gaetano (di cui porto orgogliosamente il nome) è inumato all' interno di essa.
    Mio padre è andato laggiù nel 1985 (l'ultima volta che ha visto suo padre è stato nel 1939) e ha portato una foto da apporre sulla lapide,nel suo elenco riporta la data di morte il 21/10/44 mentre la vera data è 21/10/43.
    Mio nonno era stato trasferito dagli inglesi da l'Etiopia ,dove faceva l'agricoltore e internato in un campo in Rhodesia,quindi non era un militare ma un civile.
    Ancora grazie Marzio per aver fatto conoscere a tutti questa bellissima e triste storia dei nostri connazionali imprigionati a tantissimi km da casa.

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    1. Grazie degli apprezzamenti. Avete qualche fotografia scattata nel lontano 1985 da condividere?

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    2. Foschini Gaetano11 novembre 2015 00:47

      Devo chiedere a mio padre ma penso di sì,a quale email devo inviarle?

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  7. Buongiorno Signor Muraro, mi sono commossa leggendo la triste e bella storia da Lei pubblicata sul Sito e La ringrazio per avercela fatta conoscere.
    Sono qui perchè sto cercando notizie su mio nonno, che non ho potuto conoscere perchè morto a 57 anni, quando mia mamma non era ancora sposata. Si chiamava Nereo Danielli, classe 1914, sergente maggiore, di stanza a Forlì (reparto cannoni) e, intorno ai 20 anni decise di andare a combattere volontario in Africa. Si trovava a Mogadiscio quando gli inglesi pensarono di riprendersi la Somalia e, da lì, credo, dovette scappare, ma venne catturato a Gimma nei primi mesi, forse marzo, del 1942. Venne rinchiuso, per breve tempo, in un Campo di Internamento molto duro (ma di questo non sono certa, e non conosco il nome, che invece vorrei sapere) e, in seguito, dopo un lungo viaggio per mare, venne imprigionato prima a Fort Victoria e poi a Gatooma. Di questo sono sicura perchè ho ancora un telegramma inviato dai genitori al Campo 5 di Fort Victoria, conservato a suo tempo da mio nonno, ed altri spediti al Campo 4 di Gaatoma, luogo in cui rimase fino al rimpatrio. Mio nonno, sbarcato a Napoli, tornò a casa nei primi giorni del gennaio 1946. Queste sono, all'incirca, tutte le notizie che ho di lui. Mia madre, quando mio nonno raccontava delle sue vicissitudini in Africa e della sua prigionia, era ancora bambina e, più avanti, troppo giovane per dare la giusta importanza a questi fatti ma ora non si sa dare pace e rimpiange di non essere stata più attenta ai dettagli ed aver dimenticato date e particolari. La vorrei aiutare, anche perchè io stessa vorrei sapere qualcosa in più su mio nonno. Ad esempio ho una sua foto dove sta timbrando qualcosa dietro una scrivania, ma con indosso la divisa: lavorava forse, oltre ad essere combattente volontario, al Ministero d'Africa? Era, dunque, da definirsi un civile o un militare? E vorrei tanto sapere come e in quali condizioni è arrivato fino a Gimma e il modo in cui i prigionieri venivano trattati a Fort Victoria e a Gatooma. Perchè quel trasferimento da un Campo all'altro? Sono certa che anche lui, come tutti, abbia sofferto molto: è stato tra la vita e la morte per aver contratto una forma grave di malaria e so che nel Campo, per sopravvivere, assieme ad alcuni amici, aveva allestito un piccolo orticello dove piantavano delle verdure, per non farsi mancare le vitamine necessarie. Sul Web, tranne che sul presente Sito, di questi due Campi si parla molto poco e si trovano rare foto, mentre ci sono notizie maggiori su Zonderwater. Esiste un catalogo nazionale dei prigionieri che si trovavano in questi luoghi e ci sono altri Siti su cui trovarne notizia? Chiedo gentilmente il Suo aiuto, Signor Muraro, e quello di chi potrà, o vorrà, darmi informazioni in merito, se anche non di mio nonno in particolare, perchè siamo troppo avanti nel tempo, almeno degli eventi di cui è stato protagonista (date, luoghi, foto dei Campi e qualsiasi informazione inerente). Vi prego aiutatemi, ve ne sarei davvero molto grata e farei felice anche la mia mamma. Manteniamo vivo questo Sito, per non dimenticare quanto questi soldati hanno fatto per noi, e quanto hanno sofferto, rinunciando alla spensieratezza dei migliori anni della loro gioventù! Grazie, Signor Muraro e grazie a tutti voi

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  8. Gentile Signora,
    credo che sia molto difficile ricostruire le vicende individuali, se queste non sono supportate da diari o documenti personali. Solo i prigionieri catturati in Eritrea venivano imbarcati subito per i campi delle colonie inglesi sotto l'equatore. Quelli delle altre regioni dell'AOI stazionavano in campi di raccolta provvisori, che presumo molto meno organizzati e quindi abbastanza inospitali. Le segnalo in questo post n.1 l'articolo da me tradotto del presidente della Fondazione Zonderwater Coccia. Il concentramento di POW nel Sudafrica potè essere definito una vera città del prigioniero (oltre centomila detenuti connazionali). All'interno di questo blog, il post n.3 contiene "I ricordi d'Africa" di mio padre e il racconto di Cesare Mainella, che descrive il Campo di Gatooma. Se poi Lei mi farà avere il suo indirizzo mail, Le posso inviare in anteprima quanto da me scritto su Gatooma, basandomi sui diari di mio zio. In generale, possiamo dire che gli inglesi rispettarono sempre i regolamenti e la Convenzione di Ginevra sugli internati di guerra. Ben diversa fu l'esistenza dei prigionieri dietro i fili spinati dei nostri "alleati" teutonici. Con cordialità.

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  9. Le sono molto grata, Sig. Muraro, per la Sua gentile e pronta risposta. Seguendo le Sue segnalazioni ho scoperto, leggendo i due racconti, delle nuove informazioni sui Campi di Internamento ed, in particolare, su quello di Gatooma che ha ospitato mio nonno. E' facile immaginare come lei debba essere fiero di Suo padre e di Suo zio, due eroi coraggiosi, con un grande spirito di avventura, che non si sono lasciati piegare da nessun evento e che hanno sempre lottato per il loro ideale. Ho provato una grande malinconia, mi creda, quando scorrendo le ultime righe del racconto, vi ho percepito tutta l'amarezza e la delusione che deve aver provato Suo padre una volta rientrato in patria. Questi grandi uomini, che avevano donato anni di libertà e la loro gioventù ad un'Italia che tanto amavano, anzichè essere onorati al loro ritorno, come avrebbero giustamente meritato, si sono ritrovati in una terra quasi sconosciuta, scherniti, denigrati e disprezzati. Il dubbio che tutto quello che avevano affrontato, le privazioni, il pericolo, le malattie, la lontananza dalla famiglia, non fosse servito a nulla ed a nessuno, deve essere stato un dolore forse ancor più intenso di quello della prigionia, che deve averli seguiti per l'intera esistenza.
    Scorrendo con più calma le fotografie del racconto "Ricordi d'Africa", mi è sembrato di riconoscere mio nonno in una di queste e precisamente in quella scattata ad Adigrat, denominata "In groppa al muletto". L'uomo sulla destra, dietro al mulo, con la bustina in testa, trovo che abbia una somiglianza impressionante, ma potrei facilmente sbagliare perchè la foto è piccola e si sgrana troppo una volta ingrandita. Chissà....
    Non so come ringraziarLa, Sig. Muraro, per l'aiuto che tanto gentilmente ha voluto darmi e, come mi ha suggerito, approfitto della Sua disponibilità ed invio subito il mio indirizzo mail al Suo personale: Le sarò doppiamente grata se vorrà essere di nuovo così cortese da farmi avere l'anteprima su Gatooma di cui mi ha scritto. Nello scusarmi per essermi dilungata troppo, Le invio complimenti vivissimi per il Sito che sto seguendo con molto interesse, insieme a mia madre. Cordiali saluti e buona serata!

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  10. Risposte
    1. Complimenti! Il Suo Anteprima basato sul dattiloscritto di Giovanni Muraro è un lavoro davvero molto apprezzabile e le descrizioni della fuga in Monzambico, dei luoghi e degli eventi sono così realistici che sembra di trovarsi sul posto.
      Grazie a questo Blog abbiamo potuto ricostruire la vita del nostro congiunto all'interno del Campo di Gatooma e Le esprimiamo tutta la nostra gratitudine. La seguiremo ancora con grande interesse nella speranza che Lei possa pubblicare ulteriori testimonianze, od altri articoli, senz'altro utili a chi, come noi, cerca notizie dei propri cari, o a quanti vogliano approfondire le proprie conoscenze storiche sul passato della nostra bella Italia. Grazie!

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  11. Ringrazio. Le parole lusinghiere usate rappresentano per me un incentivo a completare il racconto dell'evasione e a rilasciarlo a disposizione dei visitatore del blog.

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